Lo Studio Legale Ferrara ha una esperienza ventennale nella tutela dei diritti della personalità (onore e reputazione) lesi tramite televisione, stampa, internet e ogni altro mezzo di comunicazione sociale.

In molte occasioni, per la rilevanza delle questioni trattate, gli esiti dei contenziosi hanno trovato ampio risalto sulla cronaca. Nella sezione “Media” è possibile trovare un sintetico resoconto di alcuni tra i principali casi seguiti negli ultimi anni.

Con particolare riferimento ai contenziosi derivanti da diffamazione conseguente alla cronaca giudiziaria, lo Studio cura con particolare rigore la ricostruzione del fatto storico (per verificare o meno la sussistenza del requisito della “verità della notizia”) e le conseguenze pregiudizievoli a carico della parte lesa ai fini della determinazione del concreto quantum risarcitorio, secondo i parametri fissati dall’Osservatorio sulla Giustizia
Civile del Tribunale di Milano.

La tutela offerta non è limitata al solo ambito risarcitorio in sede giurisdizionale.

Lo Studio, infatti, è specializzato nella redazione di richieste di rettifica a programmi televisivi, riviste e quotidiani locali e nazionali.

Lo Studio cura anche la tutela del diritto all’oblio, argomento molto dibattuto che ha visto diversi interventi della Corte di Giustizia europea e della Corte di Cassazione.

Dall’introduzione della mediazione quale condizione di procedibilità, lo Studio ha seguito anche controversie che si sono risolte innanzi agli Organismi di conciliazione senza la necessità di rivolgersi ad un Giudice.

Lo studio offre tutela ai propri assistiti nei confronti di emittenti, editori e loro collaboratori sia nazionali che esteri.

 

Speciale attenzione viene riservata dallo SF&P ad internet, il mondo virtuale dove i diritti della personalità vengono sempre più frequentemente lesi (attraverso blog, commenti inseriti all’interno di hosting provider, social network, ecc.) e dove le prove possono essere più velocemente “cancellate” dall’autore del reato.

Lo Studio, per affrontare questa sfida, non nuova ma in continua evoluzione, offre particolare attenzione alle modalità di identificazione, raccolta, acquisizione e conservazione delle prove digitali per garantirne l’autenticità, l’integrità e l’incontrovertibilità.

A tal fine, si avvale di sistemi tecnologici conformi allo standard internazionale ISO/IEC 27037:2012, che disciplina le modalità per ottenere elementi digitali aventi valore di prova con un processo di acquisizione che tiene conto delle linee guida:

  • Computer Security and Incident Handling – NIST (National Institute of Standards and Technology), 2012;
  • Best Practices for Computer Forensics- SWGDE (Scientific Working Group on Digital Evidence), 2012;
  • Good Practice Guide for Digital Evidence – ACPO (Association of Chief Police Officers), 2012;
  • Cloud Computing Forensic Science Challenges- NIST, 2012.

che rappresentano le c.d. “best practices” internazionali richiamate dalla L. 48/2008 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla criminalità informatica, fatta a Budapest il 23 novembre 2001, e norme di adeguamento dell’ordinamento interno) dal d.lgs. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale) e dal Regolamento (UE) n. 910/2014 Regolamento europeo per l’identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno – eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature).